comune di fumane - stemma

il ComuneIl Territorio

La Grotta di Fumane e le Cascate di Molina

Archeologia

Molti sono stati i ritrovamenti, soprattutto nella zona alta, di insediamenti e di materiali preistorici, lungo campagne di scavo iniziate ancora nella seconda metà dell’800. Si tratta di villaggi d’altura, come Sottosengia o in grotta, come Scalucce o Grotta di Fumane, o di tombe come a Casarole o Casterna. Ma le ricerche archeologiche nel territorio di Fumane sono state, circa un secolo fa, al centro dell’attenzione degli archeologi di mezza Europa, con l’episodio delle selci false di Breonio: durante gli scavi si cominciarono a trovare interrati manufatti di selce dalle fogge più strane, come pettini, croci, ecc. Solo molti anni più tardi, in cui si accesero dispute infuocate fra studiosi di diverse nazionalità, si scoprì la verità: alcuni abitanti di queste zone, per continuare ad essere chiamati a collaborare agli scavi, interravano durante la cattiva stagione, delle selci lavorate da loro, per rendere più interessante lo scavo alla ripresa dei lavori nella bella stagione.
Gli scavi archeologici, allora come oggi, una volta completati, vengono interrati e non sono visitabili. Solo uno, il più importante e ancora in corso di scavo, è aperto su prenotazione ed è stato adattato a museo: la Grotta di Fumane.


La Grotta di Fumane

grotta di FumaneLa Grotta di Fumane si trova sul versante settentrionale di una piccola valle appena sopra la località Ca’ Gottolo, lungo la vecchia strada che va dal capoluogo alla frazione Molina. Fu scoperta nel 1962 da Giovanni Solinas, ma scavi sistematici vengono effettuati dal 1988 ad oggi dall’Università di Ferrara e hanno permesso di individuare una lunga serie di livelli stratigrafici, per un’altezza di quasi 10 metri, che testimoniano la presenza ininterrotta dell’Uomo di Neandertal e poi dell’Homo sapiens sapiens da circa 80 mila a 25 mila anni fa. Alcuni strati sono costituiti dal deposito di materiale staccato dalla volta della grotta o trasportato qui per cause naturali, come vento, inondazioni, smottamenti, ecc., altri rivelano la presenza dell’uomo, con resti di pasto, soprattutto ossa frantumate per succhiarne il midollo, focolari, e una serie di conchiglie marine forate per farne collane. Lo studio molto accurato di questi materiali, ma anche dei pollini, ha permesso di scoprire una quantità immensa di informazioni sia sull’ambiente, sia sulle abitudini di vita degli uomini di allora, piccoli gruppi di cacciatori, che in un clima glaciale, si spostavano per seguire le migrazioni delle mandrie di animali di grossa taglia.
La Grotta di Fumane è perciò conosciuta come uno dei più importanti insediamenti della preistoria antica.
Il ritrovamento più significativo è rappresentato da alcune pietre, probabilmente della volta della grotta, dipinte con ocra rossa, che sono la più antica testimonianza di pittura: fra esse si riconoscono le figure di un uomo con copricapo e bastone, lo “sciamano”, e una animale, un mustelide.
La grotta, situata all’interno del Parco Naturale Regionale della Lessinia in area di riserva ad indirizzo didattico, è ora fruibile dai visitatori del Parco della Lessinia attraverso un suggestivo percorso di musealizzazione, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cariverona, che consente di osservare la morfologia della cavità, esaminare le sezioni stratigrafiche e le strutture paleolitiche conservate sul posto, ripercorrendo i passi dei Neandertaliani e dello “sciamano” di Fumane.


Parco delle Cascate di Molina

Cascate di MolinaIn prossimità di Molina, il magnifico villaggio di pietra posto sul fianco destro dell’alta valle di Fumane, si apre a ventaglio la più profonda delle numerose vallate della Lessinia, in cui fra ripidi versanti boscosi e vertiginose pareti di roccia, i torrenti hanno formato una decina di imponenti cascate. Per valorizzare adeguatamente un simile tesoro naturalistico, è stato creato il Parco delle Cascate, che fa parte del Parco Regionale della Lessinia ed è raggiungibile a piedi da Molina in un quarto d’ora. Esso copre un’area di 150 mila metri quadrati, ed è un susseguirsi di torrenti, cascate, laghetti, balconi di roccia e perfino grandiose caverne dette coaloni: il tutto facilmente visitabile e godibile attraverso i comodi sentieri del Parco appositamente attrezzati, con panchine, aree picnic, fonti d’acqua potabile. Dall’ingresso si raggiunge una delle più affascinanti cascate, isolata in fondo a un prato, e si scende poi lungo il pendio toccando alcuni edifici in pietra, antichi mulini oggi in disuso. Arrivati sulla sponda del torrente principale si risale con un percorso serpeggiante che presenta alcuni suggestivi punti panoramici sulla valle e sulle cascate più spettacolari. Di particolare interesse la flora spontanea del sottobosco per lo spettacolo indimenticabile offerto dalle fioriture primaverili e per la presenza a pochi metri di distanza di specie tipiche del clima mediterraneo, soprattutto ai piedi dei costoni di roccia esposti a sud, e di specie proprie del clima alpine nelle zone più ombrose delle valli.

Museo Botanico della Lessinia

Nel centro di Molina è stato realizzato il Museo Botanico che può offrire un’occasione per fissare e approfondire l’ambiente naturale ‘vissuto’ e osservato dal vero nel Parco: un erbario con oltre 300 specie vegetali, provenienti soprattutto dal Parco ma anche da altre aree della Lessinia, una sezione dedicata ai fiori rari e una ai funghi e alcuni pannelli illustrativi, permettono di cogliere in ogni stagione gli aspetti più significativi della natura del Parco.

Ai confini del Comune

La parte settentrionale del comune di Fumane è inserita nell’altopiano dei Monti Lessini, che prosegue oltre il confine comunale verso nord e verso est con un paesaggio dolcemente ondulato, ma interrotto ogni tanto da profonde forre dei torrenti che scendono a valle verso l’Adige, con ampie distese di prati e pascoli a cui si alternano, sui pendii più ripidi e più umidi, maestosi boschi di faggi e di conifere. Anche qui sono ben visibili le ferite delle cave di pietra a lastre e di marmo rosso: oggi anche il materiale di scarto viene richiesto e trasportato in pianura per essere utilizzato come sottofondo stradale.
Dalle cave di pietra provengono i più interessanti fossili raccolti nel Museo Paleontologico e Preistorico di Sant’Anna d’Alfaedo: si tratta di scheletri di animali di grossa taglia come tartarughe giganti e squali vissuti più di 70 milioni di anni fa, scheletri che si sono deposti sul fondo marino, il quale nel corso delle varie ere si è compattato e poi sollevato fino a queste quote di circa 1000 metri slm.
Tutto l’altopiano del monte Loffa, in prossimità di Sant’Anna d’Alfaedo, è stato per anni scavato e sul posto sono ancora numerosi i laboratori per la lavorazione delle lastre di pietra. Nelle vicinanze si trovava, poco più di duemila anni fa, uno dei villaggi più importanti dell’Età del Ferro.
Fino a metà del secolo scorso le lastre di pietra venivano scavate in galleria: nei dintorni di Prun rimangono bene in vista, e in attesa di essere adattati a museo, delle monumentali cave di pietra, una specie di città sotterranea scavata nella roccia con gallerie ampie e volte sostenute da colonne naturali.
Questa a rea della Lessinia occidentale è dominata dall’inconfondibile profilo del monte Corno d’Aquilio, affiancato dal più rotondeggiante Corno Mozzo, dalle cui sommità si può godere di un grandioso panorama. In prossimità della cima del Corno d’Aquilio si trova uno dei più profondi abissi naturali al mondo è la Spluga della Preta, raggiungibile agevolmente dalla strada comunale che si diparte da Fosse. Raggiunge i 1000 metri di profondità, con vari pozzi e un vasto reticolo di cunicoli.


 

 



Comune di Fumane - viale Roma 2 - 37022 Fumane (Verona) - tel 045 6832811 - info@comunedifumane.it - Accessibilità | Privacy | Note legali | Site-map | Credits | Login