comune di fumane - stemma

il ComuneIl Territorio

i luoghi


Mazzurega
Cavalo
Breonio
Molina
Valle dei Progni, Val Sorda, Monte Pastello


mappa del territorio di Fumane Il territorio di Fumane, per il suo ampio profilo altimetrico, ha un’ampia varietà di paesaggi: sulle colline alle spalle del paese si trovano essenze tipiche del Mediterraneo, come il leccio e la fillirea, mentre, risalendo i pendii, si incontrano gli ambienti più familiari della roverella e del castagno, per arrivare, in alcuni pendii più a monte alla faggeta alpina. Questi ambienti sono stati in gran parte modificati dalla millenaria e intensiva presenza dell’uomo che vi ha inserito le sue attività agricole: oggi vediamo infatti soprattutto vigneti, ciliegeti e uliveti, ma in passato si trattava soprattutto di agricoltura di sopravvivenza, incentrata sui cereali, frumento e mais. Per mettere a coltura i terreni in pendio si è reso necessario terrazzare le colline con poderosi muri a secco, detti marogne, veri capolavori dell’architettura rurale che caratterizzano in modo inconfondibile il paesaggio dell’intera Valpolicella. Percorrendo a piedi i viottoli delle campagne si possono notare altri segni del paesaggi rurale: croci di pietra ed edicole sacre ai crocicchi, fontane e serbatoi di pietra, per raccogliere l’acqua, rustici e fienili, alberi, quali olmi, aceri e frassini, lungo i filari di viti, dove un tempo erano utilizzati come sostegni vivi.
Nella zona montana per secoli e secoli il bosco è stato tagliato per ricavare legna da ardere e legname da opera, ma soprattutto per trasformarlo in campi coltivati a cereali, ridotti più tardi a prati e pascoli, in cui sopravvivono ancora molti dei numerosi alberi da frutto, come meli e peri. In tempi più recenti l’eccessivo disboscamento è stato in molte aree recuperato con l’impianto di vaste pinete di conifere.
Un’immersione nella natura, con il bosco ceduo che forma lungo i torrenti delle vere e proprie gallerie, le grandi cascate e la flora spontanea del sottobosco, è facilmente ritrovabile nel Parco delle Cascate di Molina.

Con il Capoluogo (distinto nelle località Banchette, Fumane, Bertarole, Casetta, Casterna, Isola, Osan, Piani, Vaio e Volta) compongono il Comune anche Mazzurega (con La Ca'), Cavalo (con Stravalle, Verago di Sotto e Verago di Sopra), Molina (con Manune) e Breonio (con Gorgusello di Sopra, Gorgusello di Sotto e Paroletto). Molina e Breonio appartengono però al Comune di Fumane soltanto dal 1929 quando vi furono annesse smembrandole da Sant'Anna d'Alfaedo.

Mazzurega

chiesa parrochhiale di MazzuregaMazzurega è un piccolo centro abitato che si incontra salendo da Fumane verso Cavalo. All'inizio del paese, passato un edificio denominato il "baito della contrà", incontriamo dei lavatoi antichi da poco restaurati, la torre colombara della Corte di Osan mentre nel centro del paese si trova Corte Lorenzi, uno dei più antichi e completi esempi di corte a portico e loggia della Valpolicella, abbellita da torretta e dall’aia in lastre di pietra. La chiesa parrocchiale di Mazzurega propone un ciclo di affreschi del pittore del ‘700 Francesco Lorenzi, originario di qui e fratello del famoso poeta e accademico, l’abate Bartolomeo. La famiglia Lorenzi possedeva qui diverse terre e una villa, ampliata nella seconda metà del ‘700, in località Cavarena.


Cavalo

cavaloL’abitato di Cavalo (m 600 slm) è disteso su un pianoro ai piedi del monte Pastello, con agli angoli le due chiese più importanti: la Chiesa Vecchia e la chiesa parrocchiale. Dal piazzale antistante la Chiesa vecchia, è possibile ammirare un panorama che abbraccia tutta la valle, fino a scorgere il Lago di Garda.



Breonio

breonio frazione di fumaneBreonio (900 m slm) si trova in una dolce conca dell’altopiano dei Lessini, sul bordo della profonda valle dell’Adige. È costituito da un nucleo storico di edifici, con una serie di corti in lastre di pietra, mentre intorno si sono sviluppate le costruzioni più recenti. Al centro la vecchia chiesa parrocchiale di San Marziale e l’antica fontana in pietra, con una scala che scende al livello della sorgente, e poco più in basso una elegante fontana lavatoio.
Interessanti le contrade che circondano il paese, raggiungibili con comodi sentieri, quasi tutti segnati: Paroletto, Paraiso Casarole, Gorgusello.

Appena fuori dall’abitato sono i resti e il campanile della seconda chiesa parrocchiale di Breonio, dedicata alla Madonna della Neve, costruita fra il ‘700 e l’800 fra mille difficoltà dovute all’instabilità del terreno sottostante, cosa che ha consigliato, a fine anni ’50 del secolo scorso, di abbatterla e di costruire la nuova grande chiesa parrocchiale, che ha raccolto l’interessante corredo pittorico delle chiese precedenti: una quindicina di pregevoli tele Sei-settecentesche.

Molina

molina frazione di fumaneMolina è il punto di partenza per la visita del Parco delle Cascate, ma il piccolo borgo, posto su uno stretto poggio fra vallette profonde disseminate di mulini ad acqua, è interessante di suo per essere forse il più bell’esempio di architettura di pietra della Lessinia. Le lastre di pietra sono felicemente impiegate in ogni angolo: la pavimentazione di stradine e corti, le recinzioni dei campi, i sostegni delle vigne, gli archi di ingresso, le scale e i ballatoi, le logge e i portici, pareti o soffitti a volte, tutto è in pietra, che è come piegata, con semplici ma ingegnosi accorgimenti, a servire da pilastri e da architravi, da finestre o da pareti, da modiglioni o da tetto. Di pietra sono pure le cabalette costruite per condurre l’acqua della sorgente più alta ai molti mulini, presenti in ogni contrada, utilizzati in passato non solo per macinare frumento e mais, ma per ricavare olio dalle noci, oppure per follare i panni, per azionare una segheria e, per qualche anno, pure per una piccola centrale in grado di illuminare le case del paese. Per documentare l’importanza di questa attività nella storia del paese, la Pro Loco ha provveduto al restauro di un mulino, el Molin de Lorenso, che è visitabile ed è perfettamente funzionante.
In pietra infine è integralmente costruita la chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Urbano: è dell’inizio del secolo scorso, quando il paese viveva un periodo di gloria per aver dato i natali all’allora vescovo di Verona, il cardinale Bartolomeo Bacilieri.
molin de lorensoL’architettura in pietra domina pure con altissimi risultati in altre località dei dintorni (Botesela, Sottosengia, Moccoli, Manune). Ma è a Gorgusello, diviso nelle due contrade di Sopra e di Sotto, che l’architettura in pietra si dispiega al massimo delle sue possibilità: corti, rustici, torri, fontane ne fanno uno dei borghi spazialmente più articolati e urbanisticamente più interessanti di tutta la valle.


Valle dei Progni

A valle del Parco delle cascate il torrente dei Progni prosegue la sua corsa, in un’area di estremo interesse paesaggistico inserita anch’essa nel Parco Regionale della Lessinia, fra ripide pareti, con marmitte, cascate e laghetti, dove scorazzano le trote, e suggestivi scorci che si possono godere con un percorso a piedi agevole, ma che richiede una certa dose di attenzione, su sentiero segnato dal CAI e che parte dalla località Molin de Cao.

Val Sorda

Dalla stessa località di Molin de Cao si prende in direzione est il sentiero che attraversa il torrente e risale la Val Sorda percorsa dal Rio Mondrago, in un ambiente di rara bellezza sia per la vegetazione, sia per il caratteristico ambiente rupestre con forre e grotte, pareti a picco e cascate. Il sentiero, che pure richiede la dovuta attenzione, raggiunge al termine della valle la località Mondrago da cui con un percorso tracciato si raggiunge il paese di Cerna e di qui si può ridiscendere verso la valle dei Progni e tornare quindi a Molin de Cao.

Monte Pastello

monte pastelloIl profilo del monte Pastello appare inconfondibile da tutta la pianura e la montagna veronese per le grandi macchie rosse aperte delle cave di marmo sul fianco orientale. Ma l’interesse del monte Pastello è soprattutto naturalistico per la presenza di alcune specie floristiche endemiche e per la grande varietà di orchidee, farfalle ed insetti, oggetto di studi e ricerche da parte di appassionati studiosi di mezza Europa. La cima, da cui si gode un grandioso panorama dagli Appennini alle Alpi, dal Lago di Garda ai Colli Euganei, è raggiungibile attraverso uno dei numerosi sentieri, accuratamente tracciati e segnati, che salgono da Monte lungo la cresta meridionale o da Dolcé in Valdadige o da nord da Breonio, magari lungo il monte Crocetta e il monte Castelletto che prolungano verso nord la dorsale del Monte Pastello.

Ai confini del Comune

La parte settentrionale del comune di Fumane è inserita nell’altopiano dei Monti Lessini, che prosegue oltre il confine comunale verso nord e verso est con un paesaggio dolcemente ondulato, ma interrotto ogni tanto da profonde forre dei torrenti che scendono a valle verso l’Adige, con ampie distese di prati e pascoli a cui si alternano, sui pendii più ripidi e più umidi, maestosi boschi di faggi e di conifere. Anche qui sono ben visibili le ferite delle cave di pietra a lastre e di marmo rosso: oggi anche il materiale di scarto viene richiesto e trasportato in pianura per essere utilizzato come sottofondo stradale.
Dalle cave di pietra provengono i più interessanti fossili raccolti nel Museo Paleontologico e Preistorico di Sant’Anna d’Alfaedo: si tratta di scheletri di animali di grossa taglia come tartarughe giganti e squali vissuti più di 70 milioni di anni fa, scheletri che si sono deposti sul fondo marino, il quale nel corso delle varie ere si è compattato e poi sollevato fino a queste quote di circa 1000 metri slm.
Tutto l’altopiano del monte Loffa, in prossimità di Sant’Anna d’Alfaedo, è stato per anni scavato e sul posto sono ancora numerosi i laboratori per la lavorazione delle lastre di pietra. Nelle vicinanze si trovava, poco più di duemila anni fa, uno dei villaggi più importanti dell’Età del Ferro.
Fino a metà del secolo scorso le lastre di pietra venivano scavate in galleria: nei dintorni di Prun rimangono bene in vista, e in attesa di essere adattati a museo, delle monumentali cave di pietra, una specie di città sotterranea scavata nella roccia con gallerie ampie e volte sostenute da colonne naturali.
Questa a rea della Lessinia occidentale è dominata dall’inconfondibile profilo del monte Corno d’Aquilio, affiancato dal più rotondeggiante Corno Mozzo, dalle cui sommità si può godere di un grandioso panorama. In prossimità della cima del Corno d’Aquilio si trova uno dei più profondi abissi naturali al mondo è la Spluga della Preta, raggiungibile agevolmente dalla strada comunale che si diparte da Fosse. Raggiunge i 1000 metri di profondità, con vari pozzi e un vasto reticolo di cunicoli.

 



Comune di Fumane - viale Roma 2 - 37022 Fumane (Verona) - tel 045 6832811 - info@comunedifumane.it - Accessibilità | Privacy | Site-map | Credits | Login