Storia

Notevole è la varietà di ambienti e di paesaggi: dalle distese di vigneti nella fascia più bassa, dove si inseriscono anche pendii di olivi e le macchie scure delle pinete, ai ciliegeti e ai frutteti delle zone collinari, ai boschi e prati dell’area montana, dove di recente si sono inserite le ben visibili aperture delle cave di pietra a lastre.

Notevole è la varietà di ambienti e di paesaggi: dalle distese di vigneti nella fascia più bassa, dove si inseriscono anche pendii di olivi e le macchie scure delle pinete, ai ciliegeti e ai frutteti delle zone collinari, ai boschi e prati dell’area montana, dove di recente si sono inserite le ben visibili aperture delle cave di pietra a lastre. 
Oggi la popolazione del comune (circa 4000 abitanti) è per più della metà raccolta nel capoluogo, un tempo era più intensamente abitata la zona collinare e montana dove si trovano le tracce più antiche della presenza dell’uomo. La Grotta di Fumane, il più antico e il più importante sito preistorico della zona, è stata abitata da circa 80.000 anni fa, a circa 25.000 anni fa prima dall’Uomo di Neanderthal, poi dall’Homo sapiens sapiens. Ma numerosi sono i siti con tracce di abitati e di sepolture dal Neolitico all’età del Bronzo e del Ferro: interessanti i cosiddetti castellieri, cioè villaggi d’altura circondati da massicce mura.
Dell’epoca romana rimangono alcune lapidi con iscrizioni che ricordano la presenza degli Arusnati, una popolazione di probabile origine etrusca, dedita alla coltivazione della vite e alla lavorazione della pietra, nota nel mondo degli studiosi per aver mantenuto sotto il dominio di Roma propri culti e una certa autonomia. All’epoca comunale (XII secolo) risalgono alcune chiese (Santa Maria del Degnano e San Micheletto a Fumane, Santa Maria a Cavalo e San Marziale a Breonio) e alcuni documenti che fanno risalire a queste terre l’origine della famiglia Montecchi, quella di Romeo, e che ricordano (1440) l’usanza di accompagnare la carne lessa con la pearà, salsa tipica di Verona.
Fumane offre mete di interesse naturalistico (il Parco delle Cascate di Molina, con il Museo botanico, ma anche il monte Pastello, con la sua ricchezza di specie di orchidee e di farfalle, il Monte Crocetta e Pastelletto con i loro stupendi panorami, la Valle dei Progni e gli altri percorsi lungo i torrenti). Molto interessante è pure l’architettura in pietra, Molina, Gorgusello, Cavalo sono alcuni villaggi di pietra, caratteristici in Lessinia, dove l’uso diffuso e sapiente della pietra in lastre investe ogni angolo: frontalini, ingressi, balconcini delle case, archi d’ingrasso delle corti, fontane, muri e recinzioni, rustici e sostegni delle viti sono realizzate in lastre lavorate. 
Di grande rilevanza storica ed artistica sono poi alcune chiese, ville e corti rustiche presenti sia nel capoluogo che nelle frazioni. Su tutti spicca la bella Villa Della Torre nel capoluogo (metà del XVI), il cui impianto si ispira alle antiche ville romane e a Palazzo Tè di Mantova di Giulio Romano. Notevoli cicli di pittura sacra si trovano in molte chiese: straordinario è ciclo di dipinti di San Marziale a Breonio (XVI secolo). 
Nel cuore di molti fumanesi c’è inoltre il santuario della Madonna della Salette, una macchia bianca sulla parete rocciosa che sovrasta il paese: la chiesa esiste dalla metà dell’Ottocento e si richiama più famoso tempio nei pressi di Grenoble in Francia.
Fumane tuttavia è conosciuto nel mondo per essere uno dei centri vocati della produzione vitivinicola della Valpolicella Classica: Recioto, Amarone classico Doc e il Valpolicella classico Doc, sono ben noti agli intenditori di vino di tutto il mondo.