Molina

Molina

Molina è il punto di partenza per la visita del Parco delle Cascate, ma il piccolo borgo, posto su uno stretto poggio fra vallette profonde disseminate di mulini ad acqua, è interessante di suo per essere forse il più bell’esempio di architettura di pietra della Lessinia.

Le lastre di pietra sono felicemente impiegate in ogni angolo: la pavimentazione di stradine e corti, le recinzioni dei campi, i sostegni delle vigne, gli archi di ingresso, le scale e i ballatoi, le logge e i portici, pareti o soffitti a volte, tutto è in pietra, che è come piegata, con semplici ma ingegnosi accorgimenti, a servire da pilastri e da architravi, da finestre o da pareti, da modiglioni o da tetto. Di pietra sono pure le cabalette costruite per condurre l’acqua della sorgente più alta ai molti mulini, presenti in ogni contrada, utilizzati in passato non solo per macinare frumento e mais, ma per ricavare olio dalle noci, oppure per follare i panni, per azionare una segheria e, per qualche anno, pure per una piccola centrale in grado di illuminare le case del paese. Per documentare l’importanza di questa attività nella storia del paese, la Pro Loco ha provveduto al restauro di un mulino, el Molin de Lorenso, che è visitabile ed è perfettamente funzionante.
In pietra infine è integralmente costruita la chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Urbano: è dell’inizio del secolo scorso, quando il paese viveva un periodo di gloria per aver dato i natali all’allora vescovo di Verona, il cardinale Bartolomeo Bacilieri.
L’architettura in pietra domina pure con altissimi risultati in altre località dei dintorni (Botesela, Sottosengia, Moccoli, Manune). Ma è a Gorgusello, diviso nelle due contrade di Sopra e di Sotto, che l’architettura in pietra si dispiega al massimo delle sue possibilità: corti, rustici, torri, fontane ne fanno uno dei borghi spazialmente più articolati e urbanisticamente più interessanti di tutta la valle.