Chiese e Santuari

Santuario de La Salette

Il santuario de La Salette fu costruito sul colle Incisa, che sovrasta l’intero paese, in seguito a un voto della popolazione fumanese.

Nel 1859, un padre cappuccino, Angelo d'Alessandria, proveniente dal santuario di La Salette a Grenoble, in Francia, propose alla popolazione di costruire un santuario che portasse il nome del posto dove per la prima volta era apparsa la Madonna ai due pastorelli che in seguito furono i protagonisti delle apparizioni di Lourdes, per scongiurare un'epidemia di peronospera che minacciava i vigneti dei fumanesi. Il santuario fu consacrato nel 1860, e domina tutta la vallata. È a pianta ottagonale con cupola, sul lato estremo dell'ottagono vi è il presbiterio, e in fondo la nicchia vi sono le statue della Vergine e dei pastorelli. È raggiungibile in auto, in bici o a piedi attraverso due sentieri o una stradina in salita affiancata da edicole sacre. 

Chiesa parrocchiale di Fumane (San Zeno)

La chiesa parrocchiale, nella piazza principale del paese, è intitolata a San Zeno, patrono di Verona. Risale al XIV secolo, ma fu ampliata il secolo successivo e radicalmente rinnovata nel 700. Ha unica navata, presbiterio e quattro cappelle laterali. Al suo interno un ciclo di tele, raffiguranti i 12 Apostoli, e di pale d’altare del ‘700 attribuite a importanti pittori veronesi, quali Antonio Balestra, Francesco Lorenzi Angelo da Campo. Sopra la porta meridionale un’iscrizione quattrocentesca riporta il testo dell’accordo con la pieve e la famiglia Maffei per l’istituzione della parrocchia.

Chiesa di Santa Maria del Degnano in contrada Vaio

La chiesetta di Santa Maria del Degnano faceva parte di una prioria, cioè una specie di filiale, del Monastero di San Zeno di Verona che qui aveva, fin dal medioevo estese proprietà. La chiesa è ricordata nei documenti già nel 1163, ma fu rifatta completamente nel XV secolo, pur mantenendo l’impianto romanico e il campaniletto originario. All’interno un bel ciclo di affreschi e una bella pala d’altare dipinti da Paolo Ligozzi pochi anni prima della grande peste del 1630 e dedicati alla Madonna: sul soffitto, fra girali e grottesche, tondi con l’illustrazione di Litanie; alle pareti, grandi scene della vita della Madonna e dieci Sibille recanti cartigli con profezie; ai quattro angoli, San Rocco, San Sebastiano, San Zeno e San Benedetto.

Chiesa di San Micheletto

Sulla collina che divide Fumane da Bure era un tempo collocato il castello di Monteclo, di cui si conserva nella campagna qualche traccia delle cinte difensive, che va considerato luogo di origine della famiglia dei Monticali o Montecchi, ben nota per la vicenda di Romeo e Giulietta. Qui abbiamo la piccola chiesa di San Micheletto, inserita all'interno della proprietà di Villa Zorzi, è stata rifatta nel ’600, ed oggi è ben restaurata. Mostra impianto e decorazioni romaniche: lungo le pareti un ciclo di affreschi votivi con figure di Santi, e un altare dipinto. Sul sagrato si sono rinvenute tracce di un cimitero romano e tombe medioevali. Il presbiterio fu rifatto nel 1511 e restano tracce di affreschi del XIV secolo ed una lunetta affrescata con la trinità. All'interno del campanile vi è un cippo funebre romano con genio alato. 

Breonio: Chiesetta di San Giovanni e San Marziale

La chiesa dedicata a San Marziale, probabilmente del secolo XIII, è stata rinnovata nella seconda metà del ‘400 soprattutto nella zona absidale, la quale all’esterno presenta una decorazione di stile gotico ad archetti di cotto. L’interno, ad una sola navata, con soffitto a capriate ha un soffitto magnificamente dipinto: al centro dell’abside spicca la pala lignea di Francesco Badile, con le statue dei santi patroni (San Giovannei Battista, Sant’Antonio Abate, San Marziale) e scene bibliche; alle pareti, in basso, una serie di affreschi votivi (San Rocco, San Cristoforo, San Sebastiano e, il Battista), attribuiti a Francesco Morone (1510-13); più in alto, sull’arco trionfale Profeti, sulle pareti Passione, Discesa al Limbo e Resurrezione, e sul soffitto i Quattro Evangelisti, di un ottimo pittore (notare i festoni di frutta e fiori) della scuola di Domenico Brusasorzi. 
Dalla chiesa di San Marziale dipendeva pure la chiesa romanica di San Giovanni in Monte, immersa in una fitta pineta sull’omonimo monte tra Breonio e Sant’Anna: è del ’400 e contiene le spoglie del nobile Guidantonio Maffei.
La chiesetta di San Marziale è visitabile su richiesta alla ProLoco. Durante i sabato e domenica pomeriggio nei mesi di luglio e agosto sono possibili delle visite guidate.

Breonio: Chiesa Parrocchiale di San Marziale in Santa Maria Regina

A Breonio, la chiesa parrocchiale, sorta in sostituzione di quella vecchia, è intitolata a Maria Regina, è stata progettata dall'architetto Enea Ronca e consacrata il 25 giugno del 1959. Ha forme vagamente neoromaniche, accentuate dall'elegante protiro addossato alla facciata monocuspidata; sui lati sporgono simmetrici i vani quadrangolari del battistero e delle cappellette. L'abside è semicircolare. All'interno, sono di grande interesse gli affreschi del Settecento attribuiti, dopo lunghe controversie, a Simone Brentana.

Breonio: Chiesa Vecchia

Se entrando in paese a Breonio scorgete un affascinante campanile immerso nel verde e vi chiedete cos'è vi raccontiamo la storia: la "chiesa vecchia" di Breonio attualmente è solo un reperto incompleto, poichè nel 1952, constatando che le infiltrazioni stavano marcendo alcune parti della chiesa, si decise di costruirne una nuova (l'attuale chiesa parrocchiale) e di abbandonare la chiesa vecchia. I dipinti e i pezzi di pregio contenuti nella chiesa vecchia furono trasferiti, e attualmente quel che resta della chiesa è solo un frontone e il campanile, ed è di proprietà privata. E' comunque possibile avvicinarsi e sedersi all'ombra dei pini che la circondano per godere dell'incantevole panorama e dell'atmosfera suggestiva.

Molina: Chiesa di Sant'Urbano

Le prime notizie sulla chiesa di Molina risalgono al 500, ma bisogna arrivare al 1553 perchè la chiesa venisse consacrata a Sant'Urbano. Ricostruita ai primi del 900, ha mantenuto il campanile appartenente alla versione cinquecentesca.

Cavalo: Chiesa Vecchia

Chiesa vecchia di Cavalo

La chiesa vecchia di Cavalo, sostituita dall'attuale chiesa parrocchiale, risale probabilmente alla fine del 1200; ha avuto sostanziali rifacimenti tra il ’400 e il ’600, e un allargamento nel 1700, ma il campanile, in calcare bianco, è rimasto in stile romanico. È costruita con i tipici "conci" in pietra di Prun, così come il campanile, che presenta un doppio ordine di bifore. All’interno decorazioni pittoriche settecentesche e un’interessante lapide votiva romana con dedica alla dea Lualda.

Cavalo: Chiesa Parrocchiale di San Zeno

A Cavalo la chiesa parrocchiale, in centro paese, fu eretta a partire dal 1784. Consacrata nel 1789 è stata costruita secondo un disegno neoclassico, e intitolata a San Zeno. La facciata presenta quattro lesene con capitelli che poggiano su di un basamento Rosso Ammonitico e sorreggono un grande fastigio. Ai lati del portale vi sono due nicchie con San Bovo e San Vincenzo Ferreri. L'interno, composto di un'unica navata, è ornato dai dipinti del Marcola e poi dalla pala di Pio Piatti, raffigurante la Madonna con Bambino e alcuni santi.

Cavalo: Chiesetta dell'Addolorata

Chiesetta dell'Addolorata di Cavalo

Non lontano dall'abitato di Cavalo si trova un edificio denominato La Torre. All'esterno del cortile che racchiude il complesso padronale, si affaccia questa cappella, piccola e semplicissima. Intitolata alla Madonna dell'Addolorata, risale al 1700.

Mazzurega: Chiesa di San Bartolomeo

A Mazzurega la chiesa parrocchiale, dedicata a San Bartolomeo apostolo, è datata all’inizio del ‘700, ma ha storia ben più lunga, come testimonia dietro l’altare maggiore la pala di Antonio Badile, uno dei molti pittori della famiglia Badile che qui aveva beni, noto per essere stato il maestro di Paolo Veronese.  [mazzurega chiesa san bartolomeo] All’interno anche due tele settecentesche di interessanti pittori come Tommaso Dossi e Odoardo Perini e un ciclo di affreschi del pittore del ‘700 Francesco Lorenzi, originario di qui e fratello del famoso poeta e accademico, l’abate Bartolomeo.